L'autrice

 

Antonella Bartolo, nata a Bari, vive a Chieri (To) dal 1975. Laureata in Scienze Politiche all’Università di Torino, ha lavorato come free lance in alcune testate giornalistiche piemontesi.

 

E’ stata responsabile della Comunicazione in una azienda privata leader nel settore dell’energia.

"Anche se tardivamente, ho mantenuto la promessa".                                              Antonella Bartolo Colaleo

“Questo libro è una promessa fatta negli anni ’70 a mio suocero, Antonio Colaleo che nel corso del racconto chiamerò Nonno Antonio. Lo avevo convinto a pubblicare i disegni della sua prigionia perché ritenevo fossero un documento importante, ma allora non c’era interesse per queste storie e il mio progetto non aveva avuto seguito. Ho ritrovato quei disegni e ho provato a ripercorrere il viaggio di Nonno Antonio dal giorno del suo arresto verso la prigionia; ho incontrato gli ultimi testimoni, ho visitato i luoghi dell’internamento e ho letto i racconti di altri militari. Nel corso della ricerca mi sono imbattuta in un’interessante documentazione fotografica. Ho deciso, allora, di mettere a confronto i disegni di Nonno Antonio con alcuni scatti fotografici di altri internati e ho cercato di intrecciare storie ed emozioni.

Man mano che procedevo nella lettura, le parole dei prigionieri si affollavano nei miei pensieri, ho provato anch’io quella rabbia di fronte all’ingiustizia e ai maltrattamenti. Più cercavo di andare avanti, più pesante diventava per me il fardello. Mi sono chiesta mille volte com’è stato possibile che accadesse ciò che è accaduto.

Con il pretesto di pubblicare i disegni di Nonno Antonio ho scoperto, capito e amato la storia degli internati militari italiani. E’ stata per me un’esperienza di grande intensità ma anche di sofferenza. L’unico modo per mantenere, anche se tardivamente, la mia promessa”.